In che consiste l’intervento di mastoplastica additiva e a chi rivolgersi a Roma

Sempre più donne decidono di sottoporsi ad un intervento di mastoplastica additiva per aumentare il volume del proprio seno o correggere un’asimmetria mammaria.

I numeri non possono che confermare questo trend in continua ascesa: nel 2015, in Italia, sono state eseguite 22.000 mastoplastiche additive e la procedura è così salita sul podio degli interventi di chirurgia estetica, seguita dalla liposuzione e dalla blefaroplastica.

La prima operazione venne eseguita nel lontano 1895 e nei successivi cinquant’anni vennero impiantate diverse sostanze nelle mammelle delle pazienti.
Gli esiti non furono, però, soddisfacenti: l’effetto finale non era quello desiderato, potevano insorgere complicanze di diversa entità ed il rischio di un possibile rigetto non era trascurabile.

La vera rivoluzione arrivò nel 1963, quando Cronin e Gerow decisero di usare un involucro in silicone contenente un gel a base dello stessa sostanza. L’attenzione degli studiosi, nei decenni a seguire, si concentrò sulla ricerca di un materiale riempitivo che consentisse di ottenere risultati esteticamente eccellenti, preservando la salute delle donne.

Il chirurgo, prima di intervenire, sottopone la paziente ad una visita accurata al fine di stabilire il suo stato di salute generale, la forma e le dimensioni del seno, del capezzolo e dell’areola.

Valuta, quindi, la protesi più idonea (rotonda o anatomica), la via di accesso chirurgico e la sede di posizionamento dell’impianto (sottoghiandolare, sottomuscolare, Dual Plane).

La scelta della protesi è uno dei nodi più importanti da sciogliere al fine di garantire al seno un aspetto armonioso ed il più naturale possibile.
Le sedi di impianto possibili sono tre.

  • Sottoghiandolare: la protesi viene inserita al di sotto della ghiandola mammaria.
  • Sottomuscolare: la protesi viene alloggiata al di sotto del muscolo grande pettorale.
  • Dual Plane: la parte superiore ed inferiore della protesi sono rispettivamente coperte dal grande pettorale e dalla ghiandola mammaria.

L’intervento dura sessanta minuti e la paziente deve rimanere ricoverata per ventiquattro ore. Può, successivamente, fare ritorno a casa e riprendere le proprie attività quotidiane nell’arco di due settimane.

Medicina plastica, a Roma in Via Brenta, vanta un team di specialisti con una solida formazione pronti a soddisfare le richieste di tutte le persone di sesso femminile, ma anche maschile. L’offerta è ampia e per avere maggiori informazioni è sufficiente visitare il sito Internet ufficiale. Le donne, in particolare, decidono di sottoporsi ad un intervento di mastoplastica additiva per diversi motivi e tra questi:

  • L’ipotrofia mammaria che può essere congenita, ma può anche sopraggiungere a seguito di gravidanza ed allattamento;
  • L’asimmetria dei seni in termini di forma, volume e posizione;
  • La mammella tuberosa.

Tali condizioni sono, spesso, fonte di insicurezza ed in tali casi aumentare il volume del seno aiuta la paziente a stare meglio con se stessa e con chi la circonda.

Non bisogna però dimenticare che il trattamento si fonda su un intervento chirurgico e, in quanto tale, non è esente da rischi e complicanze. Si consiglia, quindi, di rivolgersi a professionisti altamente qualificati che possano rispondere a tutti gli interrogativi della paziente, e garantire un risultato ottimale coniugato ad alti standard di sicurezza.