Errori medici: come difendersi

Gli errori medici sono purtroppo molto frequenti. Basta seguire un telegiornale, leggere un quotidiano o una rivista, e ci si rende conto di quanto diffusi siano i casi di malasanità. Come difenderci allora se sfortunatamente siamo noi le vittime? Vediamo assieme come fare.

La malasanità è un danno per il paziente e per il medico

Sono più di trentamila le richieste di risarcimento ogni anno, di cui più della metà finiscono in tribunale, con i tempi biblici che tutti noi conosciamo. Nel nostro sistema sanitario l’errore medico è un fenomeno rilevante le cui conseguenze hanno una duplice direzione, cioè un danno per il paziente, ma anche un danno per il medico.

Infatti, otto medici su dieci sono stati sottoposti a inchiesta per un presunto errore medico, e di questi due su tre, tra verifiche e aule di tribunale, sono stati assolti. Ci troviamo di fronte, quindi, a un danno per il medico a livello professionale, ma anche per il paziente, in quanto la sensazione è che si vada sempre più verso una presa di posizione a favore della difesa del medico, per salvaguardarne l’incolumità professionale. Il rischio è quello di avere sempre meno medici disposti a rischiare e pazienti che farebbero fatica a trovare un medico disposto a prendersene cura.

Gli errori sanitari

malasanitàLa maggior parte degli errori sanitari sono dovuti a disservizi, errori nelle cure e anche disattenzioni, che potrebbero essere certamente evitati. Le conseguenze sono malattie, danni temporanei o permanenti, ma molti sono i casi di morte. Quest’ultimo punto è quello che fa più riflettere: si calcola che più del 5% dei decessi in Italia sia dovuto a casi di malasanità.

Le specialità sanitarie in cui si rischia maggiormente l’errore medico sono in primis l’ortopedia, seguita a ruota dall’oncologia. Troviamo poi ginecologia e ostetricia, chirurgia generale e oculistica, odontoiatrica ed infine emergenza e pronto soccorso.

Naturalmente il problema della malasanità è tenuto in considerazione dal Ministero della Salute, o quanto meno viene seguito per cercare di arginare le conseguenze che ne derivano. Vengono usati degli eventi sentinella, cioè viene seguito un determinato numero di attività che fanno da cartina di tornasole della situazione generale, un modo per valutare e imparare dagli errori, anche se le misure adottate finora non hanno dato grandi risultati, visto il numero di errori sanitari, anche molto gravi, che si verificano ogni anno.

Come difendersi dalla malasanità

Solo una minima percentuale di persone si appella ad una consulenza legale anche se ritiene di aver subito un caso di malasanità. Nonostante il dolore e la rabbia, sarebbe bene trovare la forza e la lucidità per affermare i propri diritti.

Prima di un ricovero chiedere al medico quali saranno le cure adottate, riferire qualsiasi informazione personale che possa essere utile al medico per conoscere a fondo il paziente, leggere attentamente il consenso informato, e sapere che firmarlo non significa assolutamente liberare il medico da ogni responsabilità, ma solo che siamo stati opportunamente informati del tipo di cura, dell’eventuale operazione, e che accettiamo di essere curati in quel modo.

Dopo le dimissioni richiediamo sempre la nostra cartella clinica e operatoria che ci deve essere rilasciata entro trenta giorni dietro pagamento, e segnalare all’ufficio relazioni per il pubblico qualsiasi tipo di disservizio che abbiamo riscontrato. Ricordiamo che per legge il paziente non può essere tenuto all’oscuro sul tipo di cura o operazione che deve subire e che può richiedere la copia del consenso informato firmato per verificare che le cure subite siano in linea con quelle precedentemente illustrate.